

è la prima volta in ventiquattro anni che a metà Luglio... penso a Settembre! E per la prima volta ci penso senza la radicata antipatia che sorgeva in me quando ne avevo appena dieci e, due settimane dopo la fine della scuola, gli emittenti televisi si divertivano a guastarmi le vacanze trasmettendo pubblicità di zanietti, diari e quaderni.
Sarà senz'altro capitato anche a voi ma, per la sottoscritta, era una vero incubo: mi ricordo a mangiare (o a sbrodolare) il gelato sul divano della casa dei miei nonni, quando ad interrompere i miei cartoni animani spuntava, come un diavoletto dispettoso, l'ennesimo zainetto di Barbie (con l'ennesima Barbie inclusa, unico motivo per cui poi lo desideravo). Per la rabbia ero perfino capace di girarmi dall'altra parte! Come se il mio "non guardarlo in faccia" potesse scacciare lo spettro del nuovo anno scolastico venuto, prima del tempo, a infestarmi le vacanze. (Considerando che, tanto per peggiorare le cose, la pubblicità terminava con il "simpatico" slogan:"WLASCUOLA!" Seeee, ma quando mai?)
Gli spot televisivi, però non erano il mio unico "guastafeste" estivo. Crescendo, (facciamo al liceo) associavo il sopraggiugnere dell'odioso Settembre al cambio vetrina dei negozi. Ai primi maglioni e cappotti lanciavo con lo sguardo il mio anatema: vade-retro! A me costumi e abitini leggeri per l'eternità...
Ma se l'allergia al freddo e uggioso inverno di noi abitanti del Nord Italia è mal comune, è anche vero (e questo m'è valso dalle elementari fino all'univeristà), che al finir di Agosto, quando di sole cielo e mare se n'è avuto a volontà, viene come... un languorino. Tanto forte che il profumo di nuovi diari, zaini alla moda e "bouquet di matite ben temperate" (chi indovina la citazione vince una premio), diventa irresistibile.
Così come, per magia, alla fine d'agosto si abbandonano gli shorts e si recuperano i jeans (che per tutta l'estate le tue gambe hanno rifiutato categoricamente).
Anche se d'estate vorremmo rallentare il tempo fino quasi a congelarlo in un ghiacciolo alla menta, qualche volta bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare. Ed ammettere che Settembre ha il suo fasciano. Perché, nonostante il calendario voglia Gennaio come primo mese dell'anno (e vi parla una che nasce all'alba di Gennaio), a mio parere, è Settembre il vero mese della rinascita. Fateci caso. Settembre è il mese in cui si torna in città belli e freschi come divi di Hollywood (a Gennaio, semmai si torna gonfi e glassati come i canditi di un panettone...).
è il mese in cui la primavera torna a far capolino, quasi per magia, mescolata ai caldi colori dell'autunno: l'aria sa di caramella e l'afa dei giorni estivi ha lasciato il posto al tiepido venticello che carezza i fidanzati nell'attesa del fatidico di "Sì".
Settembre è il mese in cui si spuntano i capelli o si sfoggiano naturali "colpi di sole". è il mese dei nuovi amori, degli sms con le amiche conosciute in spiaggia, e delle corse a rincotrarsi, con quelle lasciate sui banchi di scuola. è il mese in cui, dopo un periodo più o meno lungo di non vedersi, si ha quasi la sensazione di incontrarsi per la prima volta.
Perché a Settembre possiamo essere quello che vogliamo.
A Settembre guardiamo il nuovo anno in faccia e gli gridiamo: "Eccomi, sono qui. Sono pronta a tutto."
Ora, vi starete chiedendo: perché questa pazza si mette a lodare Settembre, quando per molti di noi le ferie devono ancora cominciare? Bè, come darvi torto...
Ma, per favore, non prendetemi come "lo zainetto di Barbie" della situazione. Consideratelo, invece, un motivo in più per vivere con serenità questi ultimi giorni sotto le luci al neon dei vostri uffici. Consapevoli che se vi godrete ogni goccia d'estate, a Settembre dovrete soltanto lasciarvi il tempo di sbocciare. Affascinando i vostri amici, come bellissimi fiori d'autunno.


Due giorni fa ho trovato un frammento d'estate sotto la porta di casa. Era solo e tremante. Piccole fessure strette dalla paura mi guardavano appena. Chissà come aveva fatto ad arrivare lì. è stagione, mi dico, chissà quanti come lui saranno precipitati dalle nuvole.








Terzo capitolo della saga delle Cronache di Narnia, terza avventura per i fratelli Pevensie. Divisi dalla guerra e dall'età, i fratelli minori Lucy ed Edmund vengono affidati per l'estate alle famiglia dell'odioso e piagnucoloso cugino Eustace. Difficoltà alla quale si sommano quelle del periodo adolescenziale: Lucy ed Edmund sono cresciuti ma per entrambi riecheggia tentatrice e maliziosa, l'ombra dei maggiori Susan e Peter, modelli di bellezza e forza. E al ricordo delle loro origini regali nel regno di Narnia, la comune e per niente affatto gentile vita quotidiana non fa altro che accrescere il Lucy ed Edmund, il desiderio di essere quello che non sono. Quasi a risposta delle loro preghiere, Narnia fa sentire il proprio richiamo che in questo episodio si materializza sotto forma di..un quadro. Un attimo prima Lucy Edmund e il lagnoso cugino si trovano in una camera da letto, un attimo dopo si trovano a nuotare nell'acque limpide del Regno di Lewis. A "pescarli", il giovani principe Caspian in viaggio su un veliero alla ricerca del padre perduto. Tornati nelle vesti di Re e Regina di Narnia, Lucy ed Edmund sono elettrizzati dalla nuova avventura. Un pò meno il cugino Eustace, vero mutaforma della storia che, addestrato e soprattutto svezzato dal saggio topolin soldato Reepicheep, si trasformerà in eroe insperato. Fortissimo anche in questo capitolo, il messaggio cristiano, religione sulla quale il romanzo di Lewis pone le sue radici. La terra di Aslan come terra promessa dei giusti e dei puri di cuori, una stella blu che ad indicarne la rotta, ed il malvagio che ne impedisce il traguardo, altro non è che il peccato."L'invisibile che diventa visibile", si muove come una polvere che tutto nasconde e che tutto giustifica. Forse il pubblico più giovane farà fatica a cogliere la metafora della nube che rapisce l'uomo e lo porta nell'antro del male, ma che gli orribili serpenti marini altro non siano che mostri generati dalla paura, questo è un messaggio chiaro. Così come evidente e commovente è l'addio di Aslan alle porte del suo Regno. Quando Lucy chiede ad Aslan se lo rivedrà mai nel suo mondo così il leone risponde" ...Ci sono, ma là ho un altro nome. Dovete imparare a conoscermi con quel nome. Questa era la vera ragione per cui siete stati portati a Narnia, perché conoscendomi qui per un poco, potrete conoscermi meglio là... »".

